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Il Garante incontra il detenuto in sciopero della fame

Informazioni dagli uffici pubblicata il
14 Set 2026

Palermo, 14 settembre 2026 – Il Garante dei detenuti, Anthony De Lisi, si è recato presso il presidio ospedaliero ove è attualmente ricoverato un detenuto che ha iniziato lo sciopero della fame il 6 agosto scorso.

 

L'uomo, proveniente dalla Casa circondariale Pagliarelli di Palermo, è affetto da una patologia cardiaca ed è portatore di un precedente infarto. Secondo quanto riferito dai sanitari che lo hanno in cura, il quadro clinico deve essere considerato particolarmente delicato e richiede un costante monitoraggio medico. Attualmente il ristretto, a seguito del prolungato rifiuto di alimenti, liquidi e, in larga parte, delle terapie farmacologiche, pur presentando una condizione clinica critica, appare vigile, dialogante e collaborativo e non riferisce particolari sintomi.

 

Alla base del rifiuto delle cure e dell’alimentazione vi è una protesta legata principalmente alle condizioni di sicurezza che il detenuto dichiara di percepire all’interno del carcere Pagliarelli. L'uomo ha manifestato al Garante la volontà di essere trasferito presso un altro istituto penitenziario, sostenendo di non sentirsi sufficientemente tutelato e paventando timori anche per l’incolumità dei propri familiari.

 

Nel corso della visita, il Garante ha potuto confrontarsi direttamente con il detenuto e con gli operatori sanitari del reparto. I medici hanno rappresentato la particolare gravità della situazione determinata dal digiuno prolungato, spiegando al paziente i rischi connessi alla prosecuzione del rifiuto di alimenti e liquidi e, allo stesso tempo, le possibili complicanze legate alla ripresa dell’alimentazione dopo un periodo così lungo di digiuno. La ripresa dell’alimentazione, infatti, dovrà necessariamente avvenire sotto stretto controllo medico e con modalità personalizzate, considerato il rischio di importanti alterazioni metaboliche e di altre complicanze associate alla sindrome da rialimentazione.

 

Dopo il colloquio avuto nei giorni scorsi con i propri familiari e a seguito dell'incontro con il Garante, il detenuto avrebbe manifestato una parziale disponibilità a proseguire le cure necessarie alla sopravvivenza, accettando un percorso di nutrizione parenterale personalizzato e alcune terapie farmacologiche, tra cui quelle ritenute necessarie per la sua patologia cardiaca. Rimane tuttavia fermo il suo rifiuto di alimentarsi autonomamente e di assumere ulteriori terapie non accettate nell'ambito della sua protesta.

 

Il detenuto ha ribadito al Garante di voler essere ascoltato e di voler vedere fatti concreti rispetto alle proprie richieste. Ha inoltre dichiarato che, qualora non dovessero intervenire cambiamenti rispetto alla situazione da lui denunciata, sarebbe disposto a proseguire lo sciopero della fame fino alle estreme conseguenze, arrivando a mettere a rischio la propria vita.

Una situazione resa ancora più drammatica dalla presenza di una moglie attualmente incinta e di una madre che, secondo quanto riferito dall’uomo, stanno vivendo con grande sofferenza questa vicenda.

 

Il Garante De Lisi sottolinea che la tutela della salute e della vita della persona detenuta deve rimanere prioritaria, così come deve essere verificata con attenzione ogni eventuale segnalazione relativa alla sicurezza del detenuto e dei suoi familiari.

In questo percorso, la direzione della Casa circondariale Pagliarelli, nella persona della direttrice Maria Luisa Malato, ha manifestato piena disponibilità e favore nei confronti dell’attività del Garante regionale Anthony De Lisi, esprimendo la volontà di sostenerne l’azione e di collaborare in piena sinergia, nell’ambito delle rispettive competenze, affinché siano tutelati i diritti della persona detenuta e siano attentamente valutate le esigenze di salute, sicurezza e dignità rappresentate dall’interessato.

 

Per questo motivo, anche qualora dovesse intervenire un eventuale provvedimento di trasferimento presso un altro istituto penitenziario, la dimissione non potrà prescindere dalle valutazioni dei sanitari e dalle condizioni cliniche del paziente. Il detenuto dovrà rimanere ricoverato e seguito fino a quando i medici non riterranno compatibile la sua dimissione con le condizioni di salute e con la sicurezza clinica.

 

Il Garante regionale esprime inoltre il proprio apprezzamento per l'attività svolta dall'intera équipe del reparto, sottolineando la professionalità, l'umanità e l'attenzione dimostrate nei confronti del paziente. Lo stesso S.C., al termine dell'incontro, ha voluto ringraziare personalmente tutti gli operatori del reparto per l'assistenza ricevuta e, in particolare, per averlo incoraggiato a continuare a vivere nonostante il momento di estrema difficoltà.

“Questa vicenda – sottolinea il Garante Anthony De Lisi – impone a tutte le istituzioni coinvolte un'assunzione di responsabilità. Un detenuto non può arrivare a mettere in gioco la propria vita per chiedere di essere ascoltato. Dobbiamo garantire contemporaneamente il diritto alla salute, la dignità della persona detenuta e la necessaria tutela della sua sicurezza”.