
Garante regionale: «Soluzione per il rinnovo delle carte d’identità dei detenuti»
Palermo, 22 settembre 2026– Si è svolto presso l'Ufficio Anagrafe e Stato Civile del Comune di Palermo un incontro istituzionale finalizzato ad affrontare e risolvere la problematica relativa al rinnovo delle carte d’identità delle persone detenute negli istituti penitenziari palermitani.
All’incontro hanno partecipato il Garante regionale dei diritti dei detenuti Anthony De Lisi, il dirigente dell’Ufficio speciale del Garante dei dititti dei detenuti della Regione Siciliana Giovanni Stimolo, l’Assessore della Giunta municipale del Comune di Palermo Dario Falzone, la dirigente amministrativa dei Servizi Demografici del Comune di Palermo Serena Alessandra Autore, i funzionari dei servizi interessati e il Presidente della V Circoscrizione Andrea Aiello.
La questione era stata precedentemente segnalata da un funzionario dell’Area Trattamentale della Casa circondariale “Ucciardone” che aveva evidenziato le difficoltà riscontrate, a partire dal gennaio 2025, nel procedere al rinnovo dei documenti d’identità della popolazione detenuta.
«La carta d’identità è un documento indispensabile per l’esercizio di numerosi diritti e per l’accesso a servizi fondamentali –ha sottolineato Anthony De Lisi –e non possiamo permettere che la condizione detentiva determini un ostacolo al diritto all’identità personale. Per questo, appena abbiamo ricevuto la segnalazione, ci siamo messi a disposizione per trovare una soluzione concreta insieme al Comune di Palermo e all’Amministrazione penitenziaria».
Il passaggio alla Carta d’identità elettronica (CIE) ha reso particolarmente complessa la gestione delle richieste provenienti dagli istituti penitenziari, soprattutto per la necessità di acquisire i dati biometrici secondo le procedure previste per il rilascio del documento.
Nel corso dell’incontro sono state esaminate diverse possibili modalità operative, tenendo conto delle esigenze dell’Amministrazione comunale, degli istituti penitenziari e delle persone detenute. È stata quindi individuata una procedura alternativa e conforme alla normativa, che consentirà di avviare il rinnovo dei documenti senza richiedere, nei casi previsti, la presenza fisica della persona detenuta presso gli uffici comunali.
L’obiettivo condiviso è quello di procedere in tempi brevi al rinnovo delle carte d’identità della popolazione detenuta, con l’impegno a completare le pratiche entro il mese di ottobre, compatibilmente con i tempi tecnici necessari.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle modalità di consegna dei documenti, per le quali si sta definendo una procedura che consenta di evitare spostamenti non necessari e di agevolare il lavoro sia degli uffici comunali sia degli istituti penitenziari. Tra le ipotesi discusse vi è anche la possibilità di far pervenire i documenti direttamente agli istituti, secondo modalità che saranno definite dagli uffici competenti.
«Oggi abbiamo fatto un passo importante –ha dichiarato De Lisi– perché abbiamo messo intorno allo stesso tavolo tutte le istituzioni interessate e abbiamo individuato una strada concreta.
Il Garante regionale ha inoltre evidenziato come la soluzione individuata a Palermo possa rappresentare una buona prassi amministrativa da condividere, successivamente, anche con gli altri Comuni siciliani interessati dalla medesima problematica, fermo restando il necessario rispetto delle competenze e della normativa vigente.
«Il nostro lavoro non si ferma a Palermo –ha concluso De Lisi –perché il problema del rinnovo dei documenti d’identità può riguardare persone detenute residenti in diversi Comuni della Sicilia. Se la procedura individuata oggi potrà essere applicata anche in altri territori, sarà importante condividere questa esperienza affinché il diritto all’identità personale venga garantito in modo uniforme».
L’impegno assunto al termine dell’incontro è dunque quello di dare seguito in tempi brevi alle richieste già presentate e procedere al rilascio delle carte d’identità secondo la normativa vigente, individuando una modalità organizzativa che consenta di superare le attuali criticità e garantire alle persone detenute il pieno esercizio dei propri diritti.
