
Carceri, De Lisi visita Noto e Ragusa: “Essere presenti significa ascoltare e conoscere”
Il 12 settembre 2026 il Garante regionale ha effettuato una visita presso la Casa di Reclusione di Noto e, successivamente, presso la Casa Circondariale di Ragusa.
Due visite istituzionali finalizzate a conoscere direttamente le condizioni degli Istituti, a confrontarsi con gli operatori e a raccogliere elementi utili sul funzionamento delle strutture e sulla quotidianità delle persone detenute.
«Visitare personalmente gli Istituti penitenziari è una parte fondamentale del mio lavoro – dichiara De Lisi –. Credo che il ruolo del Garante richieda innanzitutto presenza, ascolto e capacità di osservare direttamente le diverse realtà del sistema penitenziario siciliano».
Nel corso della visita alla Casa di reclusione di Noto, particolare attenzione è stata dedicata alle attività produttive e trattamentali realizzate all’interno dell’istituto, considerate un elemento importante nel percorso di formazione e reinserimento delle persone detenute. Tra le attività presenti figurano un corso per fabbro, un corso di sartoria e, in particolare, un laboratorio di falegnameria attraverso il quale vengono realizzati diversi manufatti in legno, tra cui tavoli, sedie e mobiletti, destinati anche a numerosi istituti penitenziari della regione.
«Le attività lavorative e formative all’interno degli istituti rappresentano un aspetto particolarmente importante – sottolinea De Lisi –. Quando il carcere riesce a offrire occasioni concrete di formazione e lavoro, contribuisce a costruire percorsi che possono avere una reale utilità anche nella prospettiva del reinserimento sociale».
La visita a Noto ha quindi consentito di conoscere più da vicino non soltanto gli aspetti organizzativi della struttura, ma anche le esperienze che quotidianamente vengono portate avanti sul piano lavorativo, formativo e trattamentale.
Successivamente, il Garante ha visitato la Casa circondariale di Ragusa, soffermandosi anche sugli spazi e sulle strutture dedicate alle attività ricreative e sportive.
Tra gli elementi di particolare rilievo figura il teatro dell’Istituto, considerato uno dei suoi punti di forza e uno spazio importante per le attività culturali e trattamentali, che tuttavia necessita di interventi di ristrutturazione. La struttura dispone inoltre di due campi di calcio, dei quali attualmente soltanto uno risulta agibile.
«Anche gli spazi destinati alla cultura, allo sport e alle attività ricreative hanno una funzione importante all’interno degli istituti penitenziari – osserva De Lisi –. Sono luoghi che possono favorire socialità, formazione e percorsi trattamentali e che, proprio per questo, meritano attenzione e condizioni adeguate di utilizzo».
La giornata ha rappresentato un momento di interlocuzione con le realtà penitenziarie di Noto e Ragusa, nell’ambito di un’attività di monitoraggio che il Garante e i suoi collaboratori stanno svolgendo sul territorio regionale.
«Ogni istituto ha una propria organizzazione, una propria storia e specifiche caratteristiche – continua De Lisi –. Per questo ritengo importante non limitarsi a una conoscenza teorica o documentale, ma entrare fisicamente nelle strutture, parlare con chi vi lavora e comprendere da vicino la quotidianità del sistema penitenziario».
Le visite del Garante si inseriscono in un programma di attenzione e monitoraggio degli istituti siciliani, con l'obiettivo di mantenere costante il confronto con l’Amministrazione penitenziaria, con il personale e con le persone private della libertà.
